Varia umanità: i miei borbottii sul mondo e sulla gente
QUELLO CHE SEGUE È UN POST SU LINKEDIN DI MARCO PUGLIESE, DOCENTE ALL'UNIVERSITÀ DI BOLZANO,
CHE SCRIVE SEMPRE COSE INTERESSANTI
Il ritratto perfetto di una certa parte del mondo contemporaneo.
La riflessione sulla stupidità di Dietrich Bonhoeffer resta una delle analisi più lucide del comportamento umano in società. Non parlava di ignoranza né di scarsa intelligenza. Parlava di un fenomeno morale e sociale molto più profondo: la rinuncia al pensiero autonomo.
Per Bonhoeffer la stupidità nasce quando l’individuo smette di interrogarsi e si limita a ripetere ciò che il contesto dominante suggerisce. Non serve essere ignoranti. Si può essere istruiti, competenti, perfino brillanti. Eppure scegliere di non pensare davvero.
Qui entra in scena una figura molto contemporanea: il cretino colto.
È la persona che possiede cultura, titoli, citazioni, statistiche, ma utilizza tutto questo non per comprendere la realtà, bensì per difendere una posizione già stabilita. La conoscenza diventa una corazza ideologica. Non serve a cercare la verità, ma a rafforzare il proprio campo.
Bonhoeffer osservava anche un altro meccanismo inquietante: la stupidità cresce quando cresce il potere esterno. Quando la realtà viene semplificata in slogan, quando le emozioni (non vi pare le infilino ovunque?) sostituiscono l’analisi e quando la sicurezza psicologica conta più della verità, molte persone smettono di pensare. Diventano ripetitori.
Il fenomeno a questo punto diventa pericoloso. Lo stupido non è persuadibile. Non perché non capisca, ma perché non vuole capire. La sua identità si è fusa con l’idea che difende. Mettere in discussione quell’idea significa mettersi in discussione.
Per questo, scrive Bonhoeffer, la stupidità può essere più pericolosa del male. Il male può essere riconosciuto e combattuto, la stupidità invece lo giustifica, lo normalizza, lo esegue senza coscienza. È l’ingranaggio perfetto.
Scrive queste parole mentre la Germania scivola dentro il nazismo. Non parla di individui isolati, ma di intere società che rinunciano alla responsabilità personale, delegano il giudizio e scambiano l’obbedienza per virtù.
La stupidità non si cura semplicemente con più istruzione. Senza libertà interiore e senza il coraggio di dire “no”, anche la cultura può trasformarsi in un megafono del sistema.
L’unica via d’uscita è recuperare coscienza, responsabilità e indipendenza di pensiero. Una lezione scritta in uno dei momenti più bui della storia europea, ma che continua a funzionare come uno specchio per il presente. E spesso quello che riflette non è l’ignoranza. È il cretino colto.
UMANIMITÀ DI CONSENSI
Credo che queste considerazioni del teologo e pastore, oppositore del nazionalsocialismo, Dietrich Bonhoeffer siano condivise da tutti.
Fu impiccato il 9 aprile 1945 per aver partecipato al fallito piano dell'ammiraglio Canaris per eliminare Hitler .
Oggi, a più di 80 anni dalla sua morte, individuiamo bene chi erano i cretini colti a cui si riferiva.
Ma noi intanto?
Oggi le affermazioni di Bonhoeffer sono sottoscritte da tutti, da una parte o dall'altra di qualsiasi gruppo di qualsivoglia tipo che si contrapponga a un altro.
I cretini sono sempre gli altri e spesso non li consideriamo nemmeno colti.
Esiste un criterio, un metro di paragone, un parametro che stabilisca chi ha ragione?
A volte c'è, soprattutto nelle scienze esatte, ma chi non crede alla scienza vi individua i famosi cretini colti.
Nella maggior parte dei casi bisognerà invece attendere che passino molti anni -a volte secoli- per avere un giudizio definitivo.
E intanto la politica corre...